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news di lunedì 13 ottobre 2008

Il superiore gerarchico può leggere l’e-mail del lavoratore

Su una questione di così rilevante importanza si è espressa la Suprema Corte, quinta sezione penale, con la sentenza n. 47096 del 19/12/2007.
Il superiore gerarchico può leggere l’e-mail aziendale del lavoratore, ma solo se ricorrono alcune condizioni: in particolare è necessario che sia la password del computer, sia quella necessaria per entrare nella casella di posta elettronica del dipendente, siano noti anche all’organizzazione aziendale, ed in particolare al superiore gerarchico che accede alla casella di posta elettronica.
La Suprema Corte trae questa conclusione dall’analisi dell’art. 616 del c.p., che tra l’altro punisce il reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza.
La norma infatti punisce chi prende cognizione del contenuto di una corrispondenza “chiusa”, a lui non diretta: poiché ai sensi del comma 4 dello stesso articolo per “corrispondenza” si deve intendere anche quella informatica o telematica, la Suprema Corte ritiene che tale corrispondenza si possa considerare “chiusa” solo con riguardo a quei soggetti che, non conoscendo le password di accesso al computer e alla casella di posta elettronica del dipendente, non siano in tal modo implicitamente autorizzati all’esame della stessa.
D’altra parte anche il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che i dirigenti dell’azienda possono accedere legittimamente al computer dei propri dipendenti quando questi ultimi siano stati informati delle modalità e condizioni di detto accesso.


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